giovedì 19 novembre 2015

Counseling e Coaching per le professioni artistiche




E' possibile costruire un metodo personale per procedere lungo la strada della creatività affiancando alla crescita della consapevolezza artistica – sia pratica che concettuale – la capacità di riconoscere e trasformare i comportamenti che fanno deviare dal percorso, al fine di sviluppare un atteggiamento più libero e fiducioso verso le proprie capacità creative. 
Con il sostegno di un coach o di un counselor specifico per le professioni artistiche, l’artista può scoprire o precisare le proprie peculiari modalità di lavoro e il proprio ambito di ricerca, imparare a riconoscere quali sono i punti di forza che lo caratterizzano, quali aspetti vuole migliorare, come poter superare blocchi, paure, ansie, ostacoli relativi sia al processo che al rapporto con l’esterno. Può operare sulla capacità di lavorare per finalità concrete focalizzando l’attenzione sull’organizzazione e la presentazione del proprio lavoro, sull’acquisizione di strumenti teorici e tecnici per generare idee, creare progetti, imparare a confrontarsi con gli altri, credere in se stesso e nelle proprie possibilità, nutrire, rafforzare e proteggere il proprio spazio creativo.






Incontri individuali 
Questa modalità di lavoro permette di individuare con chiarezza le problematiche su cui lavorare e definire una strategia personalizzata. Le sessioni durano generalmente un’ora, l’intero ciclo varia da quattro a dodici incontri.

Gruppo di Coaching creativo
Si tratta di un piccolo gruppo di persone, in genere non più di tre o quattro, che si incontra con il Counselor una volta ogni quindici giorni. Il confronto con altri che percorrono lo stesso cammino, seppure  con caratteristiche e livelli differenti, è generalmente molto utile ed arricchente.

Per informazioni: segreteria@diacounseling.it

mercoledì 11 febbraio 2015

"Mundus imaginalis"



«Per costoro (gli Spirituali) esiste, “oggettivamente” e realmente un triplice mondo: tra l’universo che può essere colto dalla pura percezione intellettuale (…) e l’universo percepibile mediante i sensi, esiste un mondo intermedio, quello delle Idee-Immagini, delle Figure-archetipi, dei corpi sottili, della “materia immateriale”. Consistente e sussistente, questo mondo è reale ed oggettivo quanto l’universo intelligibile e l’universo sensibile; universo intermedio “in cui lo spirituale prende corpo e il corpo diviene spirituale”». (Henry Corbin. L’immaginazione creatrice. Laterza)

domenica 24 agosto 2014

           E’ una questione di giusto silenzio mentale e di giusta apertura alla Parola che tenta di esprimersi. La Parola è infatti sempre lì pronta, già formata su quei piani interiori dove nascono tutte le forme artistiche; è la mente trasmittente che deve cambiare, cessando di essere da ostacolo e facendosi perfetto canale di trasmissione. 


           L’entusiasmo si traduce facilmente in esaltazione e, se il resto non è abbastanza purificato una qualsiasi parte inferiore dell’essere può impadronirsi della luce e della forza che sgorgano dall’alto per usarle a proprio vantaggio. E’ uno degli intoppi più frequenti. Quando le parti inferiori della natura, e specialmente quella vitale s’impadroniscono della corrente luminosa, la induriscono, la drammatizzano, la tormentano … 

Satprem - Sri Aurobindo. L’avventura della coscienza – Edizioni Mediterranee, 1991