venerdì 24 aprile 2009

Disegni come fiori

DISEGNARE RINFORZA LE IDEE - CAMPAGNA PER IL DISEGNO DISINTERESSATO

L'arte per conoscersi

“Scoprì che la vera finalità dell’arte non è creare oggetti belli. Essa è piuttosto una tecnica conoscitiva, un modo per indagare più a fondo la realtà fino ad individuarvi il proprio ruolo: quali che siano i valori artistici di una singola tela, essi costituiscono quasi un sottoprodotto casuale dell’impegno nello sforzo di arrivare al cuore delle cose”.
Così si esprime uno dei protagonisti di Moon Palace (Paul Auster, Einaudi 1989) un pittore che, per una serie di circostanze, si trova costretto a vivere in totale solitudine, circondato da una natura selvaggia. Ha del materiale per dipingere a disposizione. Inizia a lavorare, la sua pittura non ha obiettivi precisi né riferimenti esterni. Il ricordo delle accese discussioni tra colleghi fatte in passato con l’andare dei giorni perde di senso – sa che non mostrerà a nessuno il risultato del suo lavoro. Pian piano dimentica l’aspetto comunicativo dell’opera e si immerge in un fare privo di intenzioni. Liberato dagli antichi condizionamenti scopre un significato profondo dell’arte, la sua capacità di farlo arrivare “al cuore delle cose”.
Paul Auster mette in evidenza un aspetto importante dell’arte, quello di essere prima di tutto una tecnica conoscitiva “un modo per indagare più a fondo la realtà fino ad individuarvi il proprio ruolo”. Il fare artistico, slegato da esigenze espositive e di mercato, diventa un esercizio di osservazione della realtà – un atto fenomenologico orientato all’educazione dello sguardo, una pratica di pura presenza a se stessi e al mondo.
 La pratica artistica è una palestra formidabile – può essere usata per questo scopo in quanto permette di entrare in contatto con se stessi e di confrontarsi con ciò che si è, con le qualità e i limiti che caratterizzano ogni individuo. Permette di allenare il proprio sguardo per “arrivare al cuore delle cose”.

Ogni persona, ogni artista, ha qualcosa che lui solo può esprimere in un certo particolare modo, un tratto distintivo che si manifesta e si rende leggibile attraverso la pratica, opera dopo opera, divenendo sempre più esplicito e inconfondibile. Per arrivarci è necessario liberarsi gradualmente dalla tendenza ad applicare meccanicamente soluzioni date. La comprensione dei meccanismi inconsapevoli e l’analisi degli stereotipi applicati all’espressione artistica facilitano la libera espressione di sé e rafforzano la capacità di rinnovare ogni volta il proprio lo sguardo sul mondo.

Il “disinteresse interessato”

La pratica del disegno disinteressato non è totalmente priva di interessi ma si muove verso obiettivi alternativi a quelli per cui il disegno è comunemente utilizzato dall’artista: orienta il fare verso un uso dell’arte finalizzato alla cura di sé. Il disegno disinteressato si ispira alla logica del “disinteresse interessato” proposta da Mario Perniola nel testo “Contro la comunicazione” (Einaudi 2004). Perniola fa una critica alla comunicazione - soprattutto quella massmediatica - la definisce una comunicazione a senso unico che ha come solo scopo quello di veicolare un’idea. Non è una comunicazione interessata al dialogo e allo scambio, si nasconde dietro una veste democratica ma in realtà è uno “strumento dell’oscurantismo”; è interessata solo a far arrivare un messaggio, fa leva sulle emozioni per arrivare alla meta. Scrive:

"La comunicazione è l’opposto della conoscenza. E’ nemica delle idee perché le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L’alternativa è un modo di fare basato su memoria e immaginazione, su un disinteresse interessato che non fugge il mondo ma lo muove". 

Perniola propone il disinteresse estetico come alternativa alla comunicazione. Si tratta di un interesse che non è in realtà completamente disinteressato ma, ponendosi fuori dalla logica dell'interesse economico, risponde a regole diverse da quelle basate sul profitto e sul mercato. E’ un interesse che ha figure di riferimento e scopi diversi dalla comunicazione, un atteggiamento che non è in sé privo di interessi ma risponde a un’altra logica, riceve altri tipi di riconoscimento e ricompensa. Anche il disegno disinteressato persegue scopi diversi da quelli della comunicazione e riceve altri tipi di ricompensa, non si basa né sul bisogno di affermazione dell’artista né sul mercato né ha finalità puramente espositive. Esso attinge al piacere disinteressato tipico dell’impulso iniziale che accompagna ogni creazione artistica per muovere verso altri scopi. Il disegno disinteressato non esclude altri obiettivi ma li pospone, essendo orientato alla crescita e al rafforzamento del sé, in un’ottica più ampia di arte come cura di sé.

Disegnare rinforza le idee

CAMPAGNA PER IL DISEGNO DISINTERESSATO

Disegni come fiori

Penso a un mondo in cui il disegno è una pratica diffusa. Penso a un modo di disegnare libero da scopi utilitaristici. Penso a disegni che sbocciano e si offrono liberi dal bisogno di possesso del disegnatore. Penso a disegni che incarnano intuizioni. Penso a un disegnare senza attaccamenti, senza sovrainvestimenti né secondi fini, a un disegnare scevro da aspettative di grandezza. Penso a un disegno che si accetta per quello che é, come un pensiero, come un fiore: oggi nasce, lo guardi, lo regali e poi muore.