venerdì 24 aprile 2009

Il “disinteresse interessato”

La pratica del disegno disinteressato non è totalmente priva di interessi ma si muove verso obiettivi alternativi a quelli per cui il disegno è comunemente utilizzato dall’artista: orienta il fare verso un uso dell’arte finalizzato alla cura di sé. Il disegno disinteressato si ispira alla logica del “disinteresse interessato” proposta da Mario Perniola nel testo “Contro la comunicazione” (Einaudi 2004). Perniola fa una critica alla comunicazione - soprattutto quella massmediatica - la definisce una comunicazione a senso unico che ha come solo scopo quello di veicolare un’idea. Non è una comunicazione interessata al dialogo e allo scambio, si nasconde dietro una veste democratica ma in realtà è uno “strumento dell’oscurantismo”; è interessata solo a far arrivare un messaggio, fa leva sulle emozioni per arrivare alla meta. Scrive:

"La comunicazione è l’opposto della conoscenza. E’ nemica delle idee perché le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L’alternativa è un modo di fare basato su memoria e immaginazione, su un disinteresse interessato che non fugge il mondo ma lo muove". 

Perniola propone il disinteresse estetico come alternativa alla comunicazione. Si tratta di un interesse che non è in realtà completamente disinteressato ma, ponendosi fuori dalla logica dell'interesse economico, risponde a regole diverse da quelle basate sul profitto e sul mercato. E’ un interesse che ha figure di riferimento e scopi diversi dalla comunicazione, un atteggiamento che non è in sé privo di interessi ma risponde a un’altra logica, riceve altri tipi di riconoscimento e ricompensa. Anche il disegno disinteressato persegue scopi diversi da quelli della comunicazione e riceve altri tipi di ricompensa, non si basa né sul bisogno di affermazione dell’artista né sul mercato né ha finalità puramente espositive. Esso attinge al piacere disinteressato tipico dell’impulso iniziale che accompagna ogni creazione artistica per muovere verso altri scopi. Il disegno disinteressato non esclude altri obiettivi ma li pospone, essendo orientato alla crescita e al rafforzamento del sé, in un’ottica più ampia di arte come cura di sé.

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